IL PROGETTO

Obiettivi macro

Il Progetto di Sviluppo Locale Marghine Cuore di Sardegna traguarda la crescita del sistema di relazioni e contenuti socio economici del Territorio, in una prospettiva di crescente benessere sociale della Comunità.

Il Progetto, partendo da Badde Salighes, punta alla integrazione e armonizzazione delle ricchezze e potenzialità della regione Marghine, al fine di consolidare relazioni sociali ed economiche che vadano a vantaggio degli operatori e della Comunità tutta.

La prospettiva finale è quella di realizzare:

  • Una serie di interventi di infrastrutturazione materiale, immateriale e valoriale diffusi nella Comunità locale e negli operatori, tutti finalizzati alla messa a regime del sistema;
  • Un momento/evento periodico (annuale, da tenersi il 23 e 24 giugno) di elaborazione e coordinamento delle idee, iniziative, progetti e piani, impattanti e finalizzati allo sviluppo locale, espresse dai soggetti nel e per il Territorio, costituendo la “Consulta dello Sviluppo Locale”, che può anche essere inserita in un “land center” appositamente dotato;
Metodologia

Il progetto, elaborato in conformità ad una metodologia specifica, utilizza termini e acronimi che nominano precisi strumenti o tecniche. Il progetto consiste nella ingegnerizzazione, realizzazione e sviluppo con il funzionamento a regime, di un “processo di integrazione permanente” (di seguito PIP), costituito dall’insieme di azioni e attività, codificate ed espresse in fasi, che l’Agente Locale (responsabile di progetto) attiva nel Territorio, affinché diventino strumento, a regime, per la relazione e integrazione permanente, partecipato e autoalimentante dei processi, progetti e piani di sviluppo socio economici del Territorio.

Tale “integrazione permanente di processo” è riferita alla modalità con la quale ciascun soggetto attivo nel Territorio, del terzo settore e dei settori economici, che intende eseguire piani e azioni utili per lo sviluppo locale, potrà operare a regime per la massima sinergia e finalizzazione di risultato con gli altri operatori attivi, su obiettivi comuni e di interesse generale, anche usufruendo della piattaforma di relazioni extra territoriale, generata anch’essa dal progetto.

In ultimo, con l’avvio a regime del PIP e la costante evoluzione del SIP, si genera in maniera stabile l’utilizzo di buone pratiche per la redazione di programmi, progetti e piani di azione per lo sviluppo socio economico del Territorio ed il crescente benessere sociale della Comunità. In sintesi, viene organizzata stabilmente l’operosità degli attori del Territorio con il ricorso organizzato e strutturato alla partecipazione, integrazione e la adesione alle “buone pratiche permanenti” (di seguito BPP).

Terminologia

La terminologia utilizzata nel PSL è specfica della metodologia utilizzata. Ai fini di questa nota di trasmissione ricordiamo che:

  • Processo di Integrazione permanente costituisce la condizione che si intende generare
  • Sistema di Integrazione permanente costituisce la infrastruttura materiale e immateriale a supporto e presidio del processo;
  • Buone pratiche permanenti costituiscono il prodotto metodologico del processo presidiato con il sistema;
  • Consulta dello sviluppo locale costituisce l’ambiente ed il luogo predeterminato nel quale si esercita il confronto e la progettazione integrata dal basso;

Il modello generato con il progetto Marghine, costituisce una pratica scalabile e immediatamente replicabile in altri Territori, anche non regionali.

Nel corso del 2019 si realizzerà la prima sessione della Consulta per lo Sviluppo Locale che introdurrà la buona pratica di progettazione organizzata “dal basso”, con il coordinamento e la partecipazione attiva delle organizzazioni del terzo settore e degli operatori economici.

PIANI DI AZIONE

1. INTERVENTI SUL PATRIMONIO NATURALISTICO E STORICO

REALIZZAZIONE DEL BOSCO SACRO DEL TERRITORIO E REALIZZAZIONE DEL CAMMINO DEI VIALI DELL’ACQUA

Il primo investimento sul patrimonio materiale della Comunità è quello per la creazione del cd Bosco Sacro nel Bosco Storico di Badde Salighes. Attraverso le installazioni artistiche (permanenti e mobili) distribuite nei percorsi dei viali del bosco storico (creato dai Piercy dal 1880) saranno rappresentate le suggestioni  recepite dai visitatori dell’800 con la conoscenza di una Comunità isolata nel cuore della Sardegna, quindi i valori di un Popolo, le maestrie ed i saperi, le tradizioni e gli eventi che possono caratterizzare ancora oggi la conoscenza da parte di un viaggiatore straniero.

Le principali attività programmate sono:

  • esecuzione attività forestale su viali, camminamenti, accessi dedicati;
  • elaborazione e condivisione con gli artisti del progetto per le installazioni artistiche;
  • adempimenti amministrativi e autorizzazioni;
  • esecuzione attività promozionale e didattica (istituti d’arte, licei, scuole);
  • esecuzione attività nel bosco.

Il secondo investimento sul patrimonio materiale della Comunità è quello per la realizzazione/ripristino del Cammino dei viali dell’acqua, abbandonato nella fine del 1800. La zona nella quale da oltre un secolo sorge Badde Salighes era prima denominata Tres Funtanas (Tre fontane). Da ciò la rappresentazione, attraverso il recupero delle originarie sorgenti, distribuite nel  bosco storico,  la centralità dell’acqua per l’intera economia agropastorale del Territorio.

Le principali attività programmate sono:

  • esecuzione attività forestale su viali, camminamenti, accessi dedicati;
  • elaborazione e condivisione con i progettisti e l’amministrazione del progetto per la riqualificazione dei manufatti delle fontane originarie, adempimenti amministrativi e autorizzazioni;
  • installazione cartellonistica e cartografia;
  • esecuzione attività piano forestale e qualificazione siti d’acqua
  • esecuzione attività promozionale e didattica (istituti d’arte, licei, scuole)
  • esecuzione attività nel bosco.

 

2. INTERVENTI SULLE INFRASTRUTTURE TECNOLOGICHE

REALIZZAZIONE DEL DB RELAZIONALE E DELLA PIATTAFORMA LOGICA –logistica e tecnologica– DEL TERRITORIO

 Il luogo di “residenza della memoria”, attraverso la organizzata disponibilità di supporti documentali, audio, video, e di elaborazioni, studi, ricerche e più, è organizzata in un data base relazionale progettato e gestito al servizio della Comunità. Sulla piattaforma è resa disponibile la memoria collettiva cioè il db del Territorio (Comunità), disponendo di contenuti che garantiscono una adeguata profondità di elaborazione.  la infrastruttura sottostante è data da una adeguata piattaforma di servizio (logistica e tecnologica) che garantisce la continuità e sicurezza di supporto al servizio. attraverso la piattaforma è possibile presidiare il processo di acquisizione, ordinamento e relazione dei contenuti acquisiti nel db di Comunità.

Le principali attività che saranno realizzate constano di:

  • progettazione del db e della piattaforma di relazione;
  • realizzazione di infrastruttura farm, hw e sw per la realizzazione del db e della piattaforma;
  • installazione e collaudo componenti tecnologiche;
  • gestione fisica della piattaforma (gestione di ambienti, installazioni, connettività e security) e del db relazionale;
  • regolazione del processo di acquisizione, ordinamento e relazione dei supporti documentali e multimediali;
  • specifica ingegnerizzazione e gestione del repository del materiale preproduzione, con raccolta testimonianze, raccolta materiale e documenti da elaborare;
  • definizione della tassonomia, tagatura, qualificazione e certificazione db.

 

 

3. INTERVENTI SULLE COMPETENZE DISTINTIVE

REALIZZAZIONE DELLA RETE DELLE COMPETENZE DISTINTIVE DEL TERRITORIO 

La “residenza delle competenze”, è realizzata per sostenere attività relazionali fondamentali per lo sviluppo. Il successo della progettazione dal basso è fondato su specifiche abilità da diffondere nel Territorio. Con lo sviluppo delle competenze la Comunità può sostenere  relazioni sociali ed economiche anche esterne al Territorio. La formazione di operatori (terzo settore ed economici) è relativa a competenze strategiche come il Project Management e la Digital Innovation. Le competenze per la progettazione(PM e DI) sono integrate da quelle per la gestione esecutiva come le abilità manageriali e le cd competenze trasversali (general management, problemsolving, gestione del conflitto, public speaking, public relation ecc.). E’ indispensabile che la “rete delle competenze” sia orientata alla assistenza in campo ed alla gestione operativa rete di competenze. Per questo, oltre a competenze strategiche e trasversali, si realizzano attività di tutoring e coaching sulle specifiche iniziative che saranno proposte/elaborate nella/dalla Consulta dello Sviluppo. La progettazione integrata che viene sollecitata alla Comunità sarà fondata su solide basi e troverà la sua prima applicazione integrata nel lavoro della Consulta dello Sviluppo Locale.  L’attività progettuale, fondata su competenze e assistenza qualificata, disporrà di contenuti e profondità di elaborazione grazie alla “residenza della memoria” (cfr linea di attività sopra), organizzata nel data base di Comunità.

Tra le principali attività:

  • promozione e illustrazione della attività di sviluppo competenze;
  • incontri con Comunità e operatori;
  • progettazione interventi informativi e formativi;
  • gestione interventi formativi e valutazione dei risultati;
  • creazione della mappa delle competenze distintive (archivio cv)
  • creazione del db dei volontari tutor e coach
  • progettazione interventi tutoring e coaching
  • gestione interventi tutoring e coaching e valutazione dei risultati.

REALIZZAZIONE DELLA RETE DI PRODUZIONE MULTIMEDIALE PER IL TERRITORIO, DESK MULTIMEDIA  

La “residenza della produzione multimediale” è modernamente organizzata, residente in ogni parte del mondo, articolata in rete di competenze dedicate alla creazione-specialistica- dei supporti di comunicazione multimediale. Il luogo di produzione è pensato con la disponibilità di una piattaforma e di un data base (strumento di relazione e lavoro e repository della memoria). Le distanze e l’isolamento geografico e culturale vengono abbattute attraverso il sistema delle reti, tra cui anche la rete dI produzione di contenuti multimediali, indispensabili, nell’era moderna, per rappresentare e far conoscere Territorio e Comunità in contesti nazionali e internazionali. I contenuti vengono prodotti con la collaborazione tra competenze diverse, organizzate in logica di processo integrato multitasking, per le componenti i) narrazione e sceneggiatura, ii) musica, iii) video, secondo le diverse tipologie di supporto multimediale necessario per la comunicazione e promozione del Territorio e le attività della Comunità.  Partecipano alla produzione dei contenuti multimediali risorse formate e abilitate, che possono sollecitare e  relazionarsi con la Comunità residente e non residente (studenti, emigrati anche di seconda generazione), oltre che ospiti che mantengono il legame con il Territorio.

Le attività consistono in:

  • promozione della rete e della tipologia di contenuti attesi;
  • incontri con Comunità e operatori;
  • formazione e assistenza per lo sviluppo di competenze tecniche per la produzione di contenuti multimediali;
  • meeting e seminari tecnici per la diffusione di tecniche e strumenti aggiornati per la produzione di contenuti multimediali;
  • organizzazione del processo di produzione di contenuti multimediali e relazioni con piattaforma e data base relazionale;
  • produzione di contenuti multimediali con la elaborazione del materiale tradizionale disponibile nel db;
  • elaborazione di progetti editoriali e contenuti multimediali.

REALIZZAZIONE DELLA RETE DELLE ARTI DEL TERRITORIO 

Il luogo di “residenza dell’arte” e della sua capacità di sollecitare e sostenere, attraverso la creatività e la rappresentazione artistica, il processo di sviluppo sociale ed economico della Comunità, è individuato nel web e nella rete social, nella quale vengono sollecitati, sostenuti e promosse le iniziativa di crescita e la programmazione delle attività e degli eventi. Le produzioni artistiche devono diventare parte integrante del percorso di crescita ed emancipazione del Territorio e della Comunità, indirizzando anche la elaborazione e rielaborazione artistica (arti figurative, pittura, scultura, grafica, musica, canto, danza, teatro ecc.) alla rappresentazione del contesto locale, interpretandone e rappresentando peculiarità e caratterizzazioni. Come detto per le linee di azione precedenti, le distanze e l’isolamento geografico e culturale vengono abbattute attraverso il sistema delle reti (rete delle competenze distintive, rete di produzione di contenuti multimediali e rete dell’informazione) nel quale assume ruolo significativo la rete delle arti che garantisce, tra l’altro, oltre alla crescita del sistema sociale interno, la possibilità di rappresentazione e identificazione in contenuti multimediali e promozionali del Territorio e della Comunità.  Appare di grande rilevanza la potenzialità data dalla rete delle Arti coordinata a quella delle Produzioni multimediali e dell’Informazione, con contenuti prodotti con la collaborazione tra competenze diverse, organizzate in logica di processo integrato multitasking, per le componenti i) narrazione e sceneggiatura, ii) musica, iii) video, secondo le diverse tipologie di supporto multimediale necessario per la comunicazione e promozione.

Le attività principali sono:

  • assistenza alla progettazione di eventi artistici;
  • sponsorizzazione di eventi artistici ;
  • realizzazione di eventi e produzioni artistiche idonee ad una diffusione anche web e social ovvero alla produzione di contenuti multimediali.
4. INTERVENTI SULLE INFRASTRUTTURE PER LA PROMOZIONE

REALIZZAZIONE DELL’ATELIER DEL TERRITORIO 

Il terzo e ultimo investimento sul patrimonio materiale della Comunità è quello di rappresentazione, con installazioni multisensoriali, del Territorio in un unico luogo di accesso. La porta (multisensoriale) del Territorio è il luogo di rappresentazione e introduzione al Territorio. Uno dei casolari adibiti nell’800 all’allevamento intensivo avicolo, poi recuperato nel 1950 come alloggio temporaneo, diroccato e abbandonato da 30 anni, è stato acquisito della Associazione che ha provveduto alla integrale ristrutturazione, sostanzialmente completata, per destinarlo a luogo di accoglienza per i viaggiatori e gli ospiti del Territorio, nel quale rappresentare, con una serie di installazioni multimediali, cultura, saperi, sapori e patrimonio della Comunità.

Le attività constano tra l’altro di:

  • realizzazione del disegno tecnico e della progettazione e allestimento arredi atelier e spazi;
  • progettazione e realizzazione delle installazioni multimediali;
  • produzione contenuti multimediali esecuzione lavori allestimento e gestione sito.

REALIZZAZIONE DEL PORTALE WEB VISITMARGHINE.EU E DEI CANALI SOCIAL DEL TERRITORIO  

Il luogo di “residenza della promozione” del Territorio è costituito da portale web e dal sistema social ad esso direttamente collegato. Il sistema delle reti (rete delle competenze distintive, rete dell’informazione, rete delle arti, rete degli scambi – cfr sotto – ), sviluppa infatti la propria attività in ragione di

  1. una piattaforma logica,
  2. un data base relazionale,
  • un portale web caratterizzante, sostenuto da canali social identificativi (you tube, istagram, pinterest, fb).

 La massima capacità di penetrazione di questi strumenti (portale web e social) è ovviamente data dalla abilità di rappresentazione del Territorio e della Comunità con modalità moderna che sappia sviluppare in logica di processo integrato multitasking, per le componenti

  1. narrazione e sceneggiatura;
  2. musica;
  3. Video;

secondo le diverse tipologie di supporto multimediale necessario per la comunicazione e promozione del Territorio e le attività della Comunità.

Le principali attività sono:

  • progettazione e sviluppo dello strumento portale e delle interazioni con i canali social;
  • progettazione e sviluppo del sistema di registrazione e pubblicazione ovvero storicizzazione dei contenuti multimediali pubblicati e poi archiviati;
  • relazioni con data base relazionale;
  • sviluppo interazione social.

 

5. INTERVENTI PER LA ORGANIZZAZIONE DELL’ACCOGLIENZA

REALIZZAZIONE DELLA RETE “EVENTI, ESPERIENZE, OSPITALITA'” DEL TERRITORIO  

Il sistema dell’accoglienza, declinato in eventi, esperienze e ospitalità resa nel Territorio, programma la propria attività in una logica di processo integrato e con l’impiego di buone pratiche.

La organizzazione con:

  1. data base relazionale e piattaforma;
  2. portale web e social;
  • rete delle competenze distintive;
  1. rete dell’informazione;
  2. rete delle arti;
  3. rete degli scambi e dei commerci;

costituisce l’insieme delle condizioni che da un lato necessitano della rete della ospitalità e dall’altro la alimentato continuamente, in un rapporto virtuoso di reciproca assistenza e sviluppo.

Tra le attività principali della rete del piano:

  • assistenza alla progettazione di eventi, esperienze, ospitalità nel Territorio, di rilievo per la Programmazione Territoriale;
  • attività promozionali e di gestione operativa rete degli operatori dedicati;
  • attività di assistenza e accompagnamento alla fase costitutiva e di sviluppo delle iniziative degli operatori dedicati (formazione, tutoring e coaching);
  • preparazione della programmazione specifica (su eventi, esperienze, ospitalità) fondata sulla relazione ed integrazione tra gli operatori (es. dove mangiare, dove dormire, dove comprare) per itinerari, eventi, esperienze, ospitalità da promuovere sul portale web e sui social;
  • sollecitazione e promozione di forme di integrazione strutturata (ATS, contratti di rete ecc.).

 

6. INTERVENTI PER LA PROGETTAZIONE INTEGRATA

REALIZZAZIONE DELLA CONSULTA DEL TERRITORIO

La linea di intervento 2 consente di generare una modalità “strutturata” di progettazione e integrazione tra le esperienze e gli operatori della Comunità. Si parla di progettazione strutturata perché è realizzata con una combinazione di infrastruttura (atelier, piattaforma, data base, web, social, radio web), di competenze ed esperienze (competenze distintive, arte, ospitalità, relazioni sociali ed economiche).

Le principali attività:

  • definizione del format evento;
  • attività preliminari e propedeutiche per la organizzazione dell’evento “primo meeting Consulta dello Sviluppo Locale del Marghine”;
  • attività promozionali, di animazione e informazione tra operatori;
  • relazioni e raccolta adesioni;
  • insediamento del team organizzativo;
  • gestione del meeting (eventi, gruppi di lavoro);
  • elaborazioni del materiale, elaborati e progetti presentati o generati dal meeting;
  • assistenza post meeting agli operatori;
  • elaborazione del documento unico di rappresentazione della Programmazione Locale;
  • studi ed elaborazioni sugli interventi previsti nel documento unico e ottimizzazione delle ricadute;
  • scouting e crowdfunding sui progetti.